SEDI IN CALABRIA

LE NOSTRE SEDI IN CALABRIA

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Siamo un gruppo di Logge Libere e Sovrane che riuniscono Fratelli Liberi Muratori, iniziati nei modi Tradizionali e regolarmente elevati al Grado di Maestro Massone, che intendono operare in rapporto di reciproco scambio e di fratellanza; ci rifacciamo alla pratica della Libera Muratoria secondo lo spirito ante 1717 [...]

 

  1. LE DUE ANIME DELLA MASSONERIA
  2. SIMBOLISMO E LINGUAGGIO SEGRETO
  3. IL SILENZIO DELL'APPRENDISTA ED IL COMPORTAMENTO NEL TEMPIO
  4. LA MASSONERIA E LE DONNE
  5. DELLE SOLITUDINI
  6. LIBERTA' - UGUAGLIANZA - FRATELLANZA
  7. DEI COPRITORI DELLA LOGGIA
  8. IL LAVORO DELLA LOGGIA
  9. MURATORIA E L'ORA DEI PESCI

 

Relazione alla Costituzione

RELAZIONE ALLA COSTITUZIONE

 

Presupposto indispensabile per la formulazione di una Carta Costituzionale della Libera Muratoria deve essere la considerazione che essa è un Ordine iniziatico tradizionale.

È un Ordine perché si basa sulla gerarchia del valore, come si appalesa in base al livello evolutivo di ciascuno, verificabile sulla scorta del desiderio di conoscenza e dei conseguenti comportamenti nei rapporti fraterni e sociali.

È iniziatica perché, per esservi ammessi e per progredirvi, è necessario ricevere l'iniziazione che è un legamento fisico, morale e spirituale alla catena d'amore che lega, al di la delle porte e al di là del velo, tutti i Fratelli Passati, Presenti e Futuri.

È tradizionale perché è depositaria di un patrimonio culturale e spirituale che proviene dalle esperienze di quegli uomini che, fin dalla profondità del tempo, sono riusciti ad esorcizzare la morte e, avendo compreso il principio della "saggezza", lo hanno tramandato, in una ininterrotta tradizione, fino ai nostri giorni, acciocché possiamo trasmetterlo integro alle generazioni future, nella speranza che il messaggio cada, come talora è avvenuto in passato, su un terreno fertile che riesca a sviluppare il tessuto sul quale si innesta l'evoluzione naturale di tutti gli esseri.

Per formulare, dunque, una carta costituzionale della Libera Muratoria, è indispensabile tenere conto delle formulazioni di principio che abbiamo sopra enunciato e, conseguentemente, che il principio informatore di ogni norma muratoria è la sua corrispondenza alla Tradizione Iniziatica che la Libera Muratoria ha recepito al fine della conservazione di quei contenuti che, non svelabili, sono rivelabili agli adepti attraverso il linguaggio simbolico muratorio.

Ogni volta, quindi, che introduciamo una norma che non soddisfi le condizioni di principio che abbiamo sopra enunciato, facciamo un'altra cosa, valida quanto si voglia, ma non della Libera Muratoria. Ciò premesso, esaminiamo quali sono i principi tradizionali che debbono essere osservati dalla Libera Muratoria per soddisfare le condizioni di cui sopra.

 

UNIVERSALITA'

Quale che sia la lingua, la mentalità, l'educazione, ogni uomo per ciò solo, può recepire intimamente, su basi intellettuali, anche se non razionali, un linguaggio per immagini che, se opportunamente concepite in relazione alle leggi dell'analogia e della corrispondenza (vedi C. G. Jung: L'uomo ed i suoi simboli), è suscettibile di garantire una comunicazione uguale per tutti gli uomini, rappresentando, esso, la chiave universale per aprire quel misterioso mondo dell'inconscio collettivo che è, su un certo piano, l'inizio della scoperta di se stessi.

Per completezza potremo aggiungere che è simbolo non soltanto l'immagine, ma anche il gesto e la parola, intesa, questa, come architettura generale di quello che Jung chiama lo psicodramma; diversamente, almeno per la parola, ricadremmo nella  particolarità linguistica con perdita dell'universalità del linguaggio.

Il simbolismo, quindi, è il linguaggio attraverso il quale la verità iniziatica e la sua metodologia sono trasmesse agli adepti. Si comprende allora perché il simbolismo non può essere assolutamente modificato, pena la sfasatura della comunicazione.

È evidente che non tutti recepiscono il linguaggio simbolico nello stesso modo, così come è palese che le differenze interpretative sono conseguenza del "desiderio" che ciascuno ha di penetrare il significato del simbolo; ma si deve comprendere che i simboli, per essere fonte di conoscenza, vanno attivati e che presupposto, per la loro attivazione, è quel complesso di requisiti, che vengono richiesti ad un profano per la sua ammissione, e dì virtù che si pretendono dai Liberi Muratori.

La libertà dai pregiudizi ed una moralità ineccepibile sono il terreno necessario ad accettare una realtà, complementare a quella rilevabile dai sensi, cosi come ad ammettere, senza successive deviazioni, una concezione contingente della morale comune.

Senza tali requisiti, infatti, non si possono realizzare i presupposti exoterici necessari per ottenere l'attivazione dei simboli; con la conseguenza che la tolleranza, la solidarietà e la fratellanza rischierebbero di essere interpretate "ad usum delphini", come del resto, purtroppo, la nostra storia più recente insegna.

 

INIZIAZIONE

L'introduzione all'interno di un sistema iniziatico avviene mediante l'iniziazione, cerimonia di legamento con un determinato Ente che, in Massoneria, è la Loggia. È questo collettivo che concede l'iniziazione ad un profano il quale, per stadi diversi di coscienza, viene introdotto, per gradi, alla visione e, si spera, alla comprensione di un linguaggio simbolico sempre più ampio. Ad ogni grado viene compiuto, quindi, un. legamento con un piano più sottile della Loggia ed il candidato viene posto a contatto con un linguaggio più raffinato rispetto a quello che ha praticato prima.

Teoricamente, quindi, l'iniziazione, intesa in senso generale, non è che il riconoscimento formale di un reale stato di coscienza già raggiunto.

Nel sistema muratorio, per contro, si assiste ad una diversa concezione di tale principio; perché è chiaro a tutti che non viene rispettata la "reale" acquisizione dello stato di coscienza dei candidati. In pratica viene promosso Compagno d'Arte chi non è ancora passato, realmente, dalla perpendicolare alla livella e si può essere iniziati al grado di Maestro senza realmente conoscere l'Acacia e senza che si sia veramente in grado di lavorare sulla Tavola da Disegno. Ciò fa dire, agli addetti ai lavori, che l'iniziazione muratoria è una iniziazione virtuale, nel senso che è basata su una finzione che, tuttavia, soddisfacendo le leggi dell'analogia e della corrispondenza, è suscettibile di portare, nell'uomo, quelle modificazioni che lo renderanno atto ad iniziare il cammino della ricerca.

Anche qui siamo in presenza di una forma simbolica che, però, in linea con la tradizione muratoria, ha i suoi risvolti di carattere operativo, atteso che, ad esempio, il Fratello che ricopre la carica di Maestro Venerabile, operando come se in realtà fosse la testa di quel corpo collettivo ed unico che è la Loggia, finisce per entrare in possesso di quelle qualità che distinguono l'organo pensante di un corpo. Lo stesso discorso deve farsi per tutti i Dignitari e gli Ufficiali, come per tutti i Fratelli di Loggia, in relazione alle funzioni fisiche, emotive e spirituali, corrispondenti ed analoghe agli organi del corpo che ciascuno di essi rappresenta.

Questi organi sono quelli, in sintesi simbolica, di ogni uomo e, quindi, una testa (M.V.), un sistema deambulatorio (i Sorveglianti), un cuore (M.d.C.), un sistema che renda possibile il lavoro, cioè, arti superiori (Segretario ed Oratore) ed un sistema riproduttivo necessario alla perpetuazione della specie (Copritore).

Il pensiero, la vita, la stazione eretta, la capacità realizzativa, la sopravvivenza sono tutte funzioni che hanno fatto dell'Uomo il Signore del Pianeta e sono, quindi, le funzioni essenziali che una Loggia - la quale è, simbolicamente, un Uomo unico, cosmico, realizzato - deve possedere.

In questo concetto di virtualità è facile comprendere che le regole vanno accettate per intero, fino in fondo, altrimenti l'iniziazione sparisce ed il principio paolino del "fare come se" diviene soltanto un gioco che, per gli addobbi, i paramenti e la gestualità che comporta, finisce per diventare una sorta di folklore che uomini adulti non potrebbero che rifiutare.

Invece tutto ciò è tutt'altro che ridicolo e, in una Muratoria fedele alla Tradizione, nessuna forma è fine a se stessa, ma tutto è strumentale al linguaggio simbolico muratorio.

Alla luce di quanto abbiamo detto, dunque, se gli organi essenziali per far vivere, simbolicamente, un corpo sono sette, i Maestri, necessari per far vivere una Loggia, debbono essere sette; e, se le funzioni sono quelle, è necessario che vi sia un Maestro Venerabile (la Testa), due Sorveglianti (gli arti inferiori), Segretario ed Oratore (gli arti superiori), un Maestro delle Cerimonie (il cuore), un Copritore (organo riproduttivo).

Nel principio della virtualità, la Loggia, uomo cosmico, Adamo Cadmon, è simbolo dell'uomo iniziato e perfetto, è il Verbo incarnato del prologo di S. Giovanni (forse è per questo che si apre il Libro Sacro su questi versetti) ed il suo organo pensante, il Maestro Venerabile, ne rappresenta l'infinita saggezza. È quindi il parere "illuminato" del Maestro Venerabile che è il parere dell'Officina. Le decisioni del Maestro Venerabile sono le decisioni dell'officina ed è perciò che il Maestro Venerabile non è il rappresentante dell'officina, almeno nel senso che non è il delegato dei Fratelli di Loggia. Egli è la volontà della Loggia perché è anche il pensiero della Loggia.

Non si chiede ad un piede o ad una mano di esprimere un parere; quando, in un corpo, gli arti non rispondono ai comandi del cervello, siamo in presenza di un episodio patologico. Non si può pretendere di codificare che ogni Loggia deve osservare uno stato patologico per rendere vivibile l'Istituzione.

La votazione, sull'ammissione di un profano o sull'aumento di salario ad un fratello, non viola questo principio perché siamo nel rispetto della natura che si ribella, con una crisi di rigetto, ogni volta che una nuova vita viene introdotta in un organismo, se l'organismo stesso non la riconosce come compatibile.

Tutti siamo coscienti di non essere realmente dei Maestri, tutti sappiamo che il Maestro Venerabile, nella sua espressione fisica, non è realmente la saggezza; tuttavia, se accettiamo la Libera Muratoria come Ordine Iniziatico, dobbiamo accettarne la sua virtualità e, se ciò è vero, metterla in discussione significa mettere in discussione tutta la Libera Muratoria.

 

AUTONOMIA E SOVRANITA' DELLE LOGGE

L'iniziazione risiede, come patrimonio della libera Muratoria, soltanto nella Loggia che, per il complesso dei simboli, rituali ed operatività interiore, è la depositaria della Tradizione Muratoria e deve quindi godere, nella tradizionale sovranità che le compete, di ampia autonomia. Tale autonomia trova il suo limite nella necessità di convivenza con eventuali altre Logge della Comunione anch'esse dotate di autonomia e sovranità.

Il compito di una Carta Costituzionale Muratoria è dunque quello di regolamentare la vita delle Logge, in modo da garantire, a tutte le Logge della comunione, proprio la loro tradizionale autonomia e sovranità, non diversamente dallo Stato che garantisce, attraverso le leggi, la pacifica convivenza di tutti i cittadini.

In questo contesto, appare di primaria importanza comprendere come una delle prerogative inderogabili delle Logge sia quella di scegliere i profani ai quali concedere l'iniziazione. A questa prerogativa non vi può essere limitazione, anche se ciò può apparire in contrasto con la preoccupazione di controllare le ammissioni.

In realtà, il problema è soprattutto quello della comprensione, da parte dei Fratelli, dei requisiti, che sono necessari per aspirare alla iniziazione muratoria, e, quindi, del rispetto delle norme tradizionali che regolano il comportamento dei Liberi Muratori, ivi incluso l'obbligo di non sollecitare il profano a firmare una domanda di ammissione.

La Tradizione impone che il profano bussi alle porte del Tempio perché si richiede che il recipendiario dimostri di essere sulla via del risveglio iniziatico; l'atto del bussare, dunque, va interpretato come l'espressione del desiderio di conoscenza, avendo preso consapevolezza dei problemi connessi con l'esistenza e che sono riassumibili nell'aforisma: "chi sono, da dove vengo e dove vado".

In una parola il problema prende un solo nome: proselitismo. Un proselitismo corretto, infatti, elimina qualsiasi problema di controllo ed è quindi compito dei vertici della Comunione, anche attraverso una rigorosa regolamentazione, creare una coscienza massonica che tenga conto dei principi tradizionali ai quali tutti dobbiamo ispirarci.  L'ingerenza di Fratelli di altre Logge nella scelta dei profani, si appaleserebbe così come una patente violazione dei principi tradizionali.

In base a tali principi, infatti, se la Loggia, come Ente unitario, rappresenta un essere reintegrato nelle sue primitive qualità, virtù e potenze spirituali e divine, è l'Ente depositario della Tradizione nel quale solo si pratica la Libera Muratoria e, in questa chiave, è contraddittorio sottoporla al sindacato di Fratelli, importanti e saggi quanto si vuole, che però rappresentano soltanto se stessi.

Se si vuole mantenere operante e vivo il sistema iniziatico all'interno dell'Ordine dobbiamo evitare qualsiasi messa in discussione dei principi che ne sono alla base. Conseguentemente, ogni decisione riguardante l'attività della Loggia non può essere sottratta alla Loggia stessa, salvo sostenere che essa non rappresenta un corpo unico, un essere reintegrato, con tutte le conseguenze negative che tale impostazione comporterebbe.

Ed allora, ogni Loggia ha il diritto di adottare il rituale che ritenga più adatto alla propria formazione culturale. Unico limite consiste nella necessità del rispetto, in questo ipotetico rituale, dei canoni fondamentali della Massoneria come indicati nell'articolo 5  della Costituzione.

Niente impedisce di regolamentare la vita delle Logge, laddove non si investono, modificandoli, i principi tradizionali. E cosi, se si vuole essere certi che il profano che entra sia persona degna ed in possesso delle qualità richieste, oltre al creare una coscienza massonica idonea ed in attesa che ciò avvenga, si può, in via regolamentare, porre qualche norma che garantisca l'effettiva corrispondenza ai principi; ma non possiamo certamente stravolgere l'iniziazione soltanto perché non siamo d'accordo su qualche ammissione.

 

RICERCA DEL VERO

È lo scopo della Libera Muratoria. Ogni Libero Muratore è impegnato in questa ricerca che teleologicamente tende a superare la virtualità dell'iniziazione muratoria per portare il vero ricercatore alla maestranza reale. È  l'essenza dell'ARS REGIA che insegna, attraverso successive trasmutazioni dell'essere, a divenire vero maestro dell'Arte.

La Libera Muratoria tende a portare i profani alle soglie della maestria e proprio perciò non vi possono essere Maestri che insegnano ad altri a diventarlo; così come non si può e non si deve convincere nessuno a risvegliarsi alla luce massonica.

Ognuno è solo nel cammino evolutivo ed ognuno è e deve essere libero nella scelta dei mezzi che possono portarlo alla meta che il proprio stato evolutivo consente. Ecco perché, forse, la Muratoria ci insegna la libertà di pensiero e l'indipendenza di giudizio.

Come per il simbolismo, si prospetta sempre un aspetto morale, il più accessibile, il più semplice, per poi far riflettere sulle altre possibili interpretazioni; ma non si può e non si deve costringere nessuno ad una determinata interpretazione solo perché è la più comprensibile.

Il concetto più semplice di dualità, ad esempio, è bene - male, ma le interpretazioni possono essere molteplici e vi può essere qualcuno che nel principio della dualità scorga, magari, il senso delle cariche elettriche "+" e "-" e, di conseguenza, del magnetismo.

Non vi è dubbio infatti che l'insegnamento muratorio non viene effettuato da Maestri e pertanto l'unico metodo di insegnamento è il linguaggio dei simboli, di talché la muratoria segue il Simbolismo nell'insegnamento e l'esoterismo nell'Arte Operativa, la quale appunto deve essere riferita all'individuo, dando così la spiegazione che l'operatività non è exoterica.

Tutto in Massoneria è interiorizzato, nel senso che non vi sono spinte verso l'esterno. Il fatto che, in passato, i Liberi Muratori si siano occupati della libertà e dell'indipendenza del proprio Paese non vuol dire che la Muratoria ha per scopo tali obiettivi. Semmai l'esperienza ci ha insegnato che non bisogna mai confondere la Libera Muratoria con i Liberi Muratori perché l'Istituzione resta mentre gli uomini passano. Così non ha senso impegnare l'Istituzione in scelte politiche che oggi possono essere bene accette a chi ci governa, ma potrebbero mettere l'Istituzione in difficoltà in futuro.

La considerazione di principio che la Loggia è un Ente collettivo, dotato di essenza unitaria, implica necessariamente l'individuazione della Loggia attraverso la sua coscienza che non può essere che il M.V. il quale rappresenta la saggezza. E come tutto l'essere si compendia nel M.V., cosi sembra corretto prevedere che la Loggia, nella sua interezza elegga il M.V. ed i Dignitari che ne rappresentano gli organi fondamentali.

Quanto abbiamo enunciato in materia di "Iniziazione" deve trovare, necessariamente, la sua attuazione Costituzionale e, successivamente, regolamentare con l'indicazione dei Sette Dignitari di Loggia, quei Maestri che sono necessari per dar vita ad una Loggia Tradizionale.

Allo stato, nelle varie massonerie che si conoscono, la Tradizione è stata accantonata, non solo sul numero dei Dignitari, ma anche sulla loro individuazione, con effetti devastanti ai fini della comprensione del linguaggio muratorio che, per essere universale, deve restare integro da interpolazioni, ancorché giustificate da opportunità di efficienza e di organizzazione.

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La Menorah

IN PRINCIPIO DIO CREO’ IL CIELO E LA TERRA

 

1  Candela - è quella del 1° giorno – Dio creò la luce

7  Candela - la separazione dell’acqua e della Terra

2  Candela - Dio creò gli astri e il firmamento

6  Candela - La nascita della vita sulla Terra

3  Candela - Dio creò gli uccelli e i pesci

5  Candela - Dio creò gli animali e l’uomo

4  Candela - E’ il culmine e il completamento della sua opera – Il riposo di Dio.

 

Spegnimento  4-7-1-6-2-5-3

 

Come abbiamo visto, l’accensione della Menorah  avviene da sinistra a destra.  Si parte con la 1° luce per poi proseguire in senso orario e cioè  1-7-2-6-3-5-4  così i fratelli si caricano di energia positiva.  Al contrario, all’atto dello spegnimento la spirale sarà discendente.  Si partirà dalla luce centrale 4 per poi la 7-1-6-2-5-3.  Così noi, dopo esserci uniti ai fratelli nei lavori di loggia ed esserci caricati ognuno delle energie dell’altro, ci separiamo e terminiamo ad essere singoli individui nel mondo profano.

Le luci di destra rappresenta la materia, quelle di sinistra l’energia, la centrale è la legge.

Sotto l’aspetto psicologico le luci di destra rappresentano la Conservazione; quelle di sinistra la creatività, la centrale la coscienza, l’equilibrio.

La Menorah, con la sua accensione nel Tempio, mette in moto tutte le energie del cosmo.  Non a caso, sette sono i giorni della settimana, sette sono i giorni della creazione del mondo, sette i pianeti, sette i metalli, sette i chakra (uomo), sette le note musicali, sette le bellezze del mondo ecc.ecc.

 

1)  Si inizia con l’accendere la prima luce. Nelle funzioni di loggia è associata al       Sorvegliante  La prima Colonna del Tempio. Controlla particolarmente l’assiduità ai lavori dei fratelli. Sostituisce il Maestro Venerabile quando è assente. Come associazione tra i pianeti è il Sole.  Dio disse “sia la luce” e la luce fu.

 

7)  Accendiamo la settima luce, è collegata al  Sorvegliante è l’esperto nelle funzioni di loggia, nel formare e dirigere i fratelli Apprendisti ad usare con giudizio i lavori sulla pietra grezza.  Con l’accensione della 7° luce Dio separò le acque.

 

2)  La seconda luce è dedicata al Fratello Tesoriere.  Equilibrato, silenzioso.  Custodisce con serietà il tesoro di loggia.  Dio creò gli astri e regolò il loro alternarsi per segnare il cambiamento delle stagioni.

 

6)  La sesta luce è dedicata al Fratello delle Cerimonie, è l’armonia della ritualità della loggia, che ci permette di sintonizzarci con l’armonia Universale.  Lavoriamo in loggia non per noi, ma per il bene della Patria e dell’Umanità.

Dio creò la vita sulla Terra.

 

3)  La Terza Candela è dedicata al Fratello Oratore, l’intelligenza che illumina la loggia.  Assicura il rispetto delle leggi durante i lavori di loggia.  Assicura l’istruzione massonica e pronuncia discorsi nelle Cerimonie iniziatiche. 

Dio creò gli uccelli e i pesci.

5)  La quinta Candela è dedicata al Fratello Segretario, la saggezza che viene dall’esperienza.  Con le sue tavole architettoniche, custodisce la memoria  storica dell’Officina. 

Dio creò gli animali e l’uomo

 

4)  La quarta Candela è dedicata al Maestro Venerabile.  E’ il culmine delle accensioni delle luci.  I lavori di Loggia possono iniziare.  Il settimo giorno è il riposo di Dio.

 

A proposito del numero sette è il numero caro a tutti i Massoni.

I Pitagorici lo chiamavano “Telesforo” numero magico, simbolo della vita, ma che rappresenta la vita stessa.

Un aspetto bellissimo ed edificante è che “septos” significa “Venerabile”.

Il SETTE è un numero di perfezione e di universalità, al quale anticamente si attribuiva un valore sacrale che tale cifra possedeva di per sé (sette è un numero primo) o che gli veniva attribuita nel culto di Apollo Elio – padre di sette figli – e Dio di quella sapienza religiosa delfica a cui si ricollega la tradizione dei “sette saggi”.

Per questo numero, mi piace qui ricordare alcune notazioni.

SETTE  erano le colonne del Tempio di Salomone.  Ma, per costituire una Loggia  non sono forse necessari sette fratelli?

SETTE  sono i gradini che portano al Trono;

SETTE  sono le scienze liberali: Grammatica, Retorica, Logica, Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia;

SETTE  sono le luci che illuminano l’Ara (Menorah);

SETTE  i pianeti che si credeva girassero attorno alla Terra: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno.

Possiamo parlare a lungo del numero sette, ma passiamo allo spegnimento delle luci, alla fine dei nostri architettonici lavori.

Lo spegnimento della  Menorah seguirà il percorso inverso che porterà i fratelli dalla Loggia al mondo profano.

Note Biografiche di Francesco Chiarello

Corso Luigi Fera, 142/a • 87100 - Cosenza

Tel. 0984/35577   Cell. 368/3182418 • Fax: 0984/35577

 

 

Data di nascita: 06/09/1938

Luogo di nascita:  Scala Coeli (CS)

Residenza: Cosenza - Corso Luigi Fera, 142/a

Laurea in scienze idrauliche

 

Attivita' Massonica nell'Ordine

Negli anni '70: Iniziato nel G.O.I.    nella  R..’.L.’. Salfi  n. 271  Oriente di Cosenza

1990-93   Segretario  regionale G.O.I.

1990   Membro  commissione elettorale   C.E.N.

1992-95  Grande  Ufficiale ospitaliere

2000   dimissioni   dal  G:O:I:  

2000  regolarizzato nella Gran Loggia Dell’Unione

2000-05   Maestro Venerabile Loggia Mozart n. 25 all’Oriente di Cosenza             

31/12/2005: dimissioni dalla Gran Loggia dell’Unione

04/02/2006: Regolarizzato nel Grande Oriente d’Andorra

2006  - 2008  Maestro  Venerabile della Mozart n.23  Or. Di Cosenza.

2006 -  2008  Delegato  Regionale per la Calabria

dal 1985 Fa parte del “Marchio Inglese” Oriente’. londra  R.’.L.’.  florence n° 1619

dal  2000: Maestro Venerabile

   tuttora attivo e quotizzante

2006     Rito 32° grado  Rito Scozzese Antico ed Accettato  di  Andorra

2007      33° grado Andorra  Rito Scozzese Antico ed Accettato

dal 2010 Loggia di San Giovanni

2012 - Tuttora Membro del Supremo Consiglio di Andorra